Danno erariale: Corte Conti condanna ex assessore e due geometri

La Seconda Sezione Centrale di Appello della Corte dei Conti ha ritenuto responsabili di danno erariale e quindi condannato l'ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Polistena, Giuseppe Giancotta e due geometri, dipendenti dell'ex Ripartizione Servizi Tecnici, Luigi Borgese e Carmelo Puleio.




La sentenza n.211/2017 del 10 aprile scorso ha comminato condanne per €5.000 all'ex assessore mentre i due tecnici sono stati condannati a versare €1.000 ciascuno. 

IL CASO
I fatti risalgono agli anni 1984-1985 quando il Comune occupò in via d'urgenza dei terreni necessari all’esecuzione dei lavori del 2° e 3° stralcio delle opere di urbanizzazione del PEEP e per la costruzione della strada di allacciamento alla SS 281. Nel 2008 il Tribunale Civile di Palmi condannò il Comune a risarcire i proprietari dei terreni, per via dell'illegittima espropriazione, e quindi l'ente dovette pagare complessivamente €161.413,24.


PRIMO GRADO
A seguito della condanna da parte della magistratura ordinaria, la Procura regionale della Corte dei Conti aveva citato in giudizio Ciardullo Luigi (ex sindaco), Mammola Francesco (ex sindaco), Giancotta Giuseppe (ex assessore ai lavori pubblici), Puleio Carmelo (dipendente comunale), Borgese Luigi (dipendente comunale), Ferrazzo Michele (capo ripartizione Servizi Tecnici) e Comandè Vincenzo (addetto alle pratiche espropriative).
Prosciogliendo gli altri chiamati in giudizio, in primo grado la Sezione Giurisdizionale calabrese ritenne responsabili solo i tecnici Puleio e Borgese e di conseguenza condannò entrambi al pagamento di €2.500 oltre le spese legali. Nelle motivazioni di primo grado si evince come i due dipendenti furono considerati "responsabili del danno da mancata definizione di un esproprio funzionalmente rientrante tra le loro competenze sia sotto il profilo dell’istruttoria tecnica che sotto quello gestionale del procedimento".

APPELLO
Ora, con sentenza del 10 aprile scorso, il secondo grado della magistratura contabile ha parzialmente accolto i ricorsi presentati sia della Procura Regionale, la quale chiedeva il riconoscimento di responsabilità anche per Giancotta (assolto in primo grado dalla Sezione Giurisdizionale calabrese), sia dai legali dei due dipendenti, i quali chiedevano chiedevano l'esclusione della responsabilità o, in via subordinata la riduzione della condanna.

CONTESTO AMMINISTRATIVO
I giudici d'appello fanno riferimento nelle motivazione della sentenza ad "un generale contesto amministrativo chiaramente poco efficiente e in difficoltà" esistente all'epoca dei fatti. Si parla anche di "responsabilità degli amministratori che non diedero seguito alla “convenzione di lottizzazione approvata con deliberazione del Consiglio Comunale n.63/1972".

IL RUOLO DELL'EX SINDACO TRIPODI
In un passaggio delle motivazioni della sentenza di secondo grado i giudici contabili affermano che sia necessario tenere in considerazione le responsabilità dell'ex sindaco Mommo Tripodi, “...il quale si trovava nella pienezza delle sue funzioni nell’aprile del 1989 quando le opere furono completate, per cui spettava a lui di emettere i decreti di espropriazione”. 

L'EX ASSESSORE GIANCOTTA
Giuseppe Giancotta
Peppe Giancotta è stato assessore prima in alcune giunte di Mommo Tripodi e più recentemente nella giunta dell'ex Sindaco Giovanni Laruffa. Nell'udienza tenutasi il 6 aprile, il vice procuratore generale dott. Marco Boncompagni ha evidenziato che la delega ai lavori pubblici conferita all'assessore Giancotta comprendeva anche le espropriazioni, per cui lo stesso avrebbe dovuto coordinare l’attività amministrativa nella materia. Ha anche sottolineato la natura “politica” della decisione di non dar corso alla lottizzazione. Questa tesi è stata quindi accolta dai giudici anche se i legali di Giacotta lamentavano che “la delega conferita dal Sindaco Tripodi" fosse "del tutto generica, ed in ogni caso non comprendeva la materia espropriativa”.

Il Geometra Carmelo Puleio precisa quanto segue:

"L’attuale sentenza modifica l’originaria condanna riducendo il danno erariale verso il Comune dello scrivente, Geom. Carmelo Puleio, da € 2500 a € 1000 riconoscendo evidentemente le ragioni addotte. Naturalmente non mi sento appagato, tant’è che ricorrerò in Cassazione per avere piena giustizia su un reato non commesso.

Con ordine di servizio dell’ex Sindaco Tripodi, per competenze specifiche dello stesso, venivo incaricato, unitamente al collega Geom. Luigi Borgese, all’espletamento di tutte le pratiche espropriative giacenti presso gli uffici comunali.

Per la fattispecie in discussione si è posto il problema dell’esproprio di alcune strade della lottizzazione Brogna che all’atto dell’approvazione della stessa erano state, come da convenzione – atto notaio Lanza, cedute gratuitamente al Comune perché a servizio della lottizzazione.  
E’ evidente che su quell’area, già ceduta al Comune, nessun tecnico avrebbe potuto procedere ad esproprio; si sarebbe trattato di un falso madornale. Cioè, il Comune espropriava le sue stesse proprietà.
Il problema, quindi, su cui la Corte dei Conti non ha approfondito, limitandosi solo al mero fatto espropriativo, riguarda la proprietà delle aree interessate.

Il sottoscritto continua a ribadire e lo farà ancora in Cassazione, che quelle aree non erano più nella disponibilità della ditta proprietaria della lottizzazione, bensì nella disponibilità (proprietà) del Comune di Polistena e quindi non dovevano essere oggetto di esproprio.
La Corte, infatti, condanna “moralmente” l’ex Sindaco.

Forse ci sono state inadempienze amministrative che avrebbero potuto evitare al Comune di pagare qualcosa che era già di sua proprietà?
Speriamo di poterlo capire meglio nel prosieguo dei procedimenti giudiziari."

Danno erariale: Corte Conti condanna ex assessore e due geometri Danno erariale: Corte Conti condanna ex assessore e due geometri Reviewed by Polistena News on 20.4.17 Rating: 5