Operazione "Money gate" | Obbligo di dimora per l'ad del Catanzaro Marco Pecora

Marco Pecora (sinistra), Giuseppe Cosentino (destra)
Tra le persone raggiunte dalle misure cautelari decise dal GIP di Palmi c'è anche il polistenese Marco Pecora, attualmente amministratore delegato del Catanzaro Calcio. Pecora risulta coinvolto in qualità di dipendente della società di import-export GICOS, con sede a Cinquefrondi.

Oltre Giuseppe Cosentino (accusato di appropriazione indebita e reati tributari) e la figlia Ambra, sono stati posti agli arresti domiciliari anche una dipendente della società Carmela Santoro Alì e un promotore finanziario milanese Stefano Noschese, accusati di riciclaggio.

Raggiunti dall'obbligo di dimora, oltre a Pecora, anche Mariella Viglianisi, Caterina Zito e Simona Tedesco, tutte dipendenti della GICOS.

L'operazione 'Money gate' ha portato anche ad un sequestro di beni per  4 milioni di euro. Le indagini, secondo quanto riferisce la Guardia di finanza, hanno portato alla luce un'associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro ai danni di una società del settore import/export.

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