
"L'ospedale di Polistena non si tocca - tuona Tripodi - ed al contempo rinnoviamo la necessità di lottare
per il suo potenziamento, come sempre abbiamo fatto anche in solitudine ma con grande coerenza".
Si chiede quindi "Quale regia punta a indebolire l’ospedale di Polistena?".
Si chiede quindi "Quale regia punta a indebolire l’ospedale di Polistena?".
Rivolgendosi all'Azienda Sanitaria Provinciale, Tripodi chiede "piuttosto che compiere provvedimenti che lo penalizzano e lo svuotano ancora di più come
recentemente avvenuto in alcuni reparti, per il Centro Trasfusionale, per la mancanza di una Direzione
sanitaria di presidio stabilmente insediata, deve invertire questa tendenza che negli ultimi anni ha visto
tanto personale andare in pensione senza essere rimpiazzato, meno investimenti strutturali, meno risorse
per la gestione corrente, finanche i servizi di pulizia interna ed esterna sono stati ridotti al minimo
indispensabile".
Il primo cittadino polistenese parla di "un'emergenza umana nell'emergenza sanitaria" e considera colpevole
di ciò chi ha "responsabilità politiche sulla sanità ed aziendali sulla gestione, ma non vuole assumersele".
Critica la scelta di trasferire alcuni operatori da Polistena al nosocomio locrese, "senza pensare a come colmare i vuoti lasciati alle spalle".
Chiedendo nuove assunzioni di medici ed infermieri, Tripodi lamenta che Polistena l'esiguo numero di nuovi arrivati presso il nosocomio cittadino e ancora la mancata sostituzione di alcuni primari andati in pensione. "Servono spazi maggiori, serve dare seguito agli
investimenti strutturali inspiegabilmente sospesi, serve l’attivazione di nuova diagnostica e nuovi reparti
previsti per le strutture spoke" afferma Tripodi.
"Non permetteremo a nessuno, in nome di una battaglia da combattere a fianco dei e per i
cittadini ed alla quale sono chiamati tutti, di pianificare a tavolino la morte “assistita” dell’ospedale di
Polistena" conclude.