Operazione "Metauros" | Comune di Polistena vuole costituirsi parte civile

Esprime soddisfazione il Sindaco di Polistena, Michele Tripodi, per l'operazione dei giorni scorsi denominata "Metauros" che ha fatto luce su presunti collegamenti tra la cosca Piromalli di Gioia Tauro e le società di gestione del termovalorizzatore e dell'impianto di depurazione della città del porto.

"Un altro risultato importante è stato raggiunto per l’affermazione della legalità sulle forze criminali e mafiose che purtroppo ancora oggi, come dimostrato anche da quest’indagine, controllano il territorio e condizionano pesantemente i processi di sviluppo dell’economia locale" afferma Tripodi.

Il sindaco ha anche annunciato che il Comune di Polistena chiederà "l'ammissibilità della costituzione di parte civile" nel relativo procedimento penale per "accertare e quantificare eventuali danni subiti, per rendere giustizia alle popolazioni di questo territorio, nel segno di una costante lotta alle mafie, ed innanzitutto alla nostra comunità che amministriamo con onestà, parsimonia e senso del dovere".

Sette i soggetti fermati a seguito delle indagini portate avanti dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e diverse le società sequestrate.

Tra le società oggetto di estorsione da parte della cosca Piromalli anche la I.A.M. spa, gestore della depurazione nella Piana di Gioia Tauro. La stessa società è finita sotto sequestro e alcuni tra i suoi ex amministratori e tecnici sono ora indagati per associazione finalizzata al traffico illecito dei rifuti. Gli inquirenti sostengono che la IAM, insieme ad altre società del settore anch'esse finite sotto sequestro, destinava i fanghi di risulta della depurazione a compost che poi veniva utilizzato come concime. Sono ancora in corso di accertamento i danni ambientali e alla salute dei cittadini derivanti da queste condotte illecite.

La IAM fino a pochi giorni fa era partecipata anche dal Comune di Polistena che deteneva una partecipazione del solo 1%. Questa quota è stata però dismessa a seguito di una deliberazione assunta dal Consiglio Comunale lo scorso 30 settembre. Anche i comuni di Gioia Tauro e Rosarno detengono ciascuno il 3% del capitale sociale.

"Non possiamo che plaudire ai magistrati ed alle forze dell’ordine - continua Tripodi - che hanno cominciato a scoperchiare il business delle cosiddette “ecomafie”. E’ emerso infatti uno scenario inquietante sul ciclo dei rifiuti che per anni in Calabria non ha funzionato, facendo comodo agli appetiti della ndrangheta e compiacenti, nel mentre le popolazioni locali hanno dovuto pagare il prezzo dello sconquasso con tariffazione elevata in cambio di servizi scadenti ed inquinamento ambientale".

Tripodi evidenzia quindi il problema delle tariffe a carico dei comuni per lo smaltimento dei rifiuti per le quali "negli ultimi anni sono stati deliberati aumenti sconsiderati, prima dall'ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale, poi dalla Regione Calabria" e che hanno finito per colpire i cittadini con il conseguente aumento della tassa sui rifiuti.

"L’operazione “Metauros” ha finalmente rilevato un giro sistematico di affari, mafie e corruzione, finanziato da soldi pubblici, i cui costi, evidentemente, sono stati pagati anche dai comuni. Sono le stesse analoghe preoccupazioni che hanno portato l’Amministrazione Comunale di Polistena a non firmare la convenzione per la costituzione dell'ATO provinciale rifiuti, che di fatto trasferirebbe in mano ai privati sconosciuti il controllo totale e la gestione del sistema dei rifiuti" conclude il Sindaco. 
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