LSU-LPU | Prorogati i contratti per il 2018. Tripodi: "Correggere emendamento-farlocco"


"Non avremmo potuto fare diversamente, perché siamo un’Amministrazione popolare che tutela il diritto al lavoro ed i lavoratori, specie in questo caso, che meritano di essere gradualmente stabilizzati dopo una lunga situazione di instabilità personale, economica e sociale". Con queste parole il Sindaco Michele Tripodi annuncia la proroga per il 2018 dei contratti dei lavoratori ex LSU-LPU in servizio presso il Comune di Polistena.

Proroga che ha portato un po' di scompiglio ed incertezza in molti comuni calabresi, a causa di un apparente contrasto con la normativa in tema di stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni entro il triennio 2018-2020.

Secondo Tripodi si tratta di "un pasticcio combinato da chi dovrebbe rappresentare in Parlamento, gli interessi dei calabresi e con essi dei circa 5.000 lavoratori ex LSU-LPU della Calabria". 

"In questi giorni - scrive Tripodi - alcuni parlamentari calabresi del Partito Democratico hanno strombazzato, con certa ostentazione, di aver fatto approvare nella legge di stabilità, un emendamento risolutivo del precariato dei circa 5.000 ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità impegnati nei comuni di tutta la regione. In realtà si tratta di un emendamento-farlocco che non chiarisce nulla a proposito ma apre viceversa dubbi ed interrogativi circa il percorso da seguire".

Tra le questioni nate, il Sindaco di Polistena si chiede "come potranno molti comuni calabresi sostenere una spesa aggiuntiva e giustificarla dinanzi ai propri cittadini, considerando che molti enti sono deficitari, altri in dissesto, altri ancora senza piani di assunzione, né avrebbero le risorse per poter inquadrare tutti o parte dei lavoratori nel prossimo triennio, per come la norma richiederebbe".

"I responsabili di questa confusione, saranno chiamati a rispondere politicamente, in primis chiedendo al Governo nazionale di loro espressione di adottare con urgenza tutti i provvedimenti tesi a modificare l’emendamento-farlocco ed orientare le norme in modo diverso cercando di aiutare i comuni. Si renderà infatti necessario correggere ed integrare la normativa vigente, stabilendo le risorse aggiuntive, le deroghe alla normativa generale sulle assunzioni, un periodo più lungo del triennio 2018-2020 per le stabilizzazioni, e rendere concreta la possibilità per i comuni di assorbire gradualmente tutti i lavoratori, altrimenti precari senza fine". 

Tripodi accusa di arroganza chi "ha tentato di scaricare sui comuni e sui Sindaci la propria incapacità politica di affermare da subito in Parlamento tali punti fermi e chiari, indispensabili per completare il processo di stabilizzazione dei lavoratori nei prossimi anni". Si dice certo che i colleghi sindaci calabresi "si assumeranno le loro responsabilità dinanzi al dramma sociale di 5.000 padri di famiglia, ai quali esprimiamo sostegno e solidarietà".

Riguardo la futura stabilizzazione di questi lavoratori, Tripodi afferma che l'amministrazione comunale ha già programmato, al momento della prima contrattualizzazione avvenuta nel 2014, l’avvio di un reale processo di stabilizzazione che interesserà almeno 19 unità, tre di categoria C, 9 di categoria B e 7 di categoria A.

"Ancora una volta l’Amministrazione Comunale di Polistena col proprio operato reso a tutela del diritto al lavoro e della dignità dei lavoratori, ha rispedito al mittente l’arroganza di chi si ostina a non voler riconoscere i propri errori, che, ove non corretti, rischiano di consumarsi sulla pelle delle persone ed in questo caso di onesti lavoratori" conclude la nota.

30/12/2017
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