Tripodi contrattacca in Consiglio sul rinvio a giudizio: "Laruffa votò piano di recupero di sua zia"


Non ci sta Michele Tripodi alle accuse mosse dall'opposizione guidata da Michele Spanò in merito al suo rinvio a giudizio per abuso d'ufficio in concorso con l'ex consigliere comunale Francesco Mammola. Il gruppo ReAzione Civica aveva chiesto in una nota stampa al sindaco di valutare le dimissioni dopo la decisione del GUP di Palmi di mandare a processo Tripodi.

Secondo l'imputazione coatta formulata dalla Procura di Palmi su richiesta del GUP, Tripodi e Mammola si sarebbero dovuti astenere in commissione edilizia quando si discusse la pratica edilizia di Domenico Antonio Formica. Secondo il GUP, i politici avrebbero ritardato la pratica del loro avversario politico e non avrebbero dovuto comunque far parte della commissione edilizia, in rispetto del principio di separazione tra indirizzo politico e funzione amministrativa.

Nell'ultimo consiglio comunale di giovedì scorso, convocato in realtà per la questione greggi, spinto dalle richieste del consigliere d'opposizione Antonio Baglio, Tripodi ha affrontato anche questa questione.

"Da quando ho messo piede nel Comune, sono stato più volte denunciato" ha esordito Tripodi. Non si sarebbe mai trattato di denunce provenienti da semplici cittadini, ma a detta del Sindaco sarebbero state "denunce politiche, provenienti sempre della stesse persone".

È qui che Tripodi sferza l'attacco. Replicando al consigliere Baglio (ex assessore nella precedente giunta Laruffa), il Sindaco afferma: "La delibera di approvazione del piano di recupero di questa concessione l'avete votata voi, io votai contro. Se era un mio avversario politico, era anche un vostro amico politico. Come io mi sarei dovuto astenere, anche voi avreste dovuto astenervi".

La delibera consiliare in questione è la n. 60 del 2008 con cui venne approvato il piano di recupero, di iniziativa privata, dell'isolato compreso tra via Padre Muscherà, Vico IV Paolotti e Vico VI Paolotti.

Continuando ancora sulla stessa questione, Tripodi aggiunge: "Il Sindaco dell'epoca (Giovanni Laruffa, nda) vota in Consiglio Comunale un piano di recupero che era della zia. Là c'è l'abuso d'ufficio conclamato perché si vota a favore, senza quindi astenersi, per un piano di recupero di un parente".

Rivolgendosi ancora all'opposizione, continua il primo cittadino: "Ora domando a  voi: quand'ero all'opposizione ho fatto male a votare contro perché avrei dovuto scrivere alla Procura per dire "Guardate il Sindaco sta approvando un piano di recupero per la zia?". Non lo l'ho fatto perché io faccio politica, non vado a perdere tempo a cercare il cavillo".

"Se necessario - continua Tripodi - io vi chiamerò come testimoni nel processo, perché se avete votato, vi dovete assumere le vostre responsabilità".

Concludendo sulla questione, afferma: "Io ho cercato di rispettare la legalità e se ho sbagliato l'ho fatto in buona fede, mai per tutelare un interesse personale".
Tripodi contrattacca in Consiglio sul rinvio a giudizio: "Laruffa votò piano di recupero di sua zia" Tripodi contrattacca in Consiglio sul rinvio a giudizio: "Laruffa votò piano di recupero di sua zia" Reviewed by Polistena News on 12.12.17 Rating: 5