PD Polistena contro Tripodi: "Non verità che ledono onorabilità e onestà di Laruffa"


Torna alla carica il Partito Democratico di Polistena, replicando alla missiva di Tripodi in risposta alla richiesta di precisazioni da parte di Giovanni Laruffa.

L'ex sindaco era infatti stato accusato da Tripodi di aver votato nel 2008 un piano di recupero per una parente, quando dalle copie delle delibere consiliari emerge il volontario allontanamento - e quindi la non partecipazione alla discussione ed al voto - dell'allora primo cittadino Laruffa.

"Comprendiamo e ne siamo profondamente rammaricati, le difficoltà e le incertezze che sta attraversando, ma non riusciamo a seguirla per capire le argomentazioni delle sue dichiarazioni". Inizia così la lettera aperta scritta dal circolo democrat polistenese.

Il PD accusa Tripodi di non risponde, di non scusarsi, ma di lasciarsi andare "in una serie di considerazioni che probabilmente le serviranno da utilizzare esplicitamente in Tribunale per difendersi dall'accusa di abuso d'ufficio, come da recente rinvio a giudizio" scrivono.

Tripodi avrebbe - secondo i democratici - volontariamente confuso la dialettica politica con "la verità", ovvero con "il fatto che il prof. Laruffa era assente in Consiglio comunale al momento della delibera n. 60/2008". "Un politico, come ella ama definirsi in continuazione, non può inventarsi le cose e giustificarsi in questo modo" tuona il PD di Polistena. 

A riguardo, la normativa in tema di conflitto d'interesse per gli amministratori degli enti locali è molto chiara. L'art. 78 del T.U.E.L. prevede infatti che gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado

Rispondendo a Tripodi che ha definito "non dirimente" la precisazione di Laruffa, "in "quanto - scrive il Sindaco - essa non cancella una verità storica: ovvero che la sua stessa maggioranza abbia approvato un Piano di recupero a vantaggio di sua zia ed eredi", il PD replica in questo modo: "Allora, cercando di seguire la logica del suo ragionamento, per farle capire l'enormità delle cose che ha scritto; ogni volta che la sua Giunta, giusto per fare un esempio, ma se ne potrebbero fare tanti altri, ha deliberato l'affidamento di incarichi legali a suo cognato (cosa del tutto legittima, perché nel rispetto della legge tutti, parenti e non, hanno pari diritti) e lei si è correttamente allontanato e non è stato presente, risponde dell'atto compiuto dalla giunta?". 

È chiaro il riferimento alle riunioni della Giunta comunale in cui sono stati affidati alcuni incarichi al cognato di Michele Tripodi, l'avv. Stefano Grio. Riunione alle quali il Sindaco non ha partecipato.

"La sua risposta, egregio Sindaco, è una vera e propria fake news (bufala) costruita ad arte per sviare le ragioni della richiesta del prof. Laruffa e quindi non rispondere alla sua giusta richiesta di correggere le non verità affermate con tanta enfasi in Consiglio comunale, non verità denigratorie che ledono fortemente l'onorabilità, l'onestà e la dignità del Prof. Giovanni Laruffa stesso" continua il circolo dem di Polistena che al contempo esprime solidarietà a Laruffa e lo sollecita a difendere - nelle sedi opportune - la sua onorabilità e correttezza. 

"Ne a lei, ne a nessun altro è consentito aprire la bocca per "vomitare" considerazioni offensive e deleterie della dignità altrui (i buoni politici di solito si guardano bene dal farlo)" conclude la lettera aperta.
PD Polistena contro Tripodi: "Non verità che ledono onorabilità e onestà di Laruffa" PD Polistena contro Tripodi: "Non verità che ledono onorabilità e onestà di Laruffa" Reviewed by Polistena News on 6.1.18 Rating: 5