PD Polistena su Palazzo Sigillò: "Troppi errori nelle procedure di quest'opera"


Il Partito Democratico ha deciso di voler indagare sui lavori di Palazzo Sigillò, di recente "consegnati" all'impresa appaltatrice. Lo fa con un lungo comunicato stampa in cui, dopo aver esposto tutto l'iter politico-amministrativo, pone alcuni quesiti che che indirizza proprio al sindaco Michele Tripodi.

Il circolo PD di Polistena si complimenta con la giunta Tripodi, parlando di "un risultato importante che l’Amministrazione comunale riesce ad ottimizzare e per il quale bisogna, senza infingimenti, riconoscerne il merito. Una vicenda infinita, però, che può essere definita: una storia di ordinaria schizofrenia con lieto fine".

Inizia quindi il racconto che i piddini polistenesi fanno delle varie vicende che hanno visto per protagonista il signorile palazzo ottocentesco che si affaccia su Corso Mazzini e Piazza del Popolo, palazzo che al termine dei lavori ospiterà la futura Casa della Cultura.

EX MINISTRO BRAY Il racconto del PD parte delle fotografie scattate da un giovane polistenese Enzo Nasso che mostravano la situazione di grave degrado in cui versava il palazzo nel 2013. Segue quindi una sua "denuncia" su Facebook delle condizioni della struttura, denuncia che viene subito intercettata dall'allora Ministro ai beni culturali Massimo Bray. "Nel dibattito sul social network  scrive il PD - s’inserisce anche il Sindaco che coglie al volo l’occasione, avendo già presentato il progetto per un finanziamento con la legge “Sblocca - Italia”, per chiedere all’On. Bray la possibilità di potergli illustrare personalmente il progetto". Alla fine Polistena risulterà beneficiaria di un finanziamento statale di € 3 milioni a cui si aggiungono i € 500 mila di un mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti da parte del Comune. Il Partito Democratico critica a Tripodi di non aver mostrato pubblicamente alcun segno di riconoscimento per l'on. Bray o per Enzo Nasso.


Una delle foto scattate nel 2013 da Enzo Nasso che documentano la situazione nelle stanza del palazzo
GRU IN PIAZZA  "Da almeno due anni - affermano i democrat - i polistenesi e i cittadini dei Comuni contermini hanno potuto “ammirare” solo ed esclusivamente una gru che è praticamente entrata a far parte dell”arredo urbano” di Piazza del Popolo, parzialmente recintata". A riguardo sorge la prima domanda che il PD rivolge a Tripodi: "Chi ha pagato, paga o pagherà le spese che sono state necessarie (è tutto già previsto nel progetto, paga l’impresa aggiudicataria, paga il Comune)?".

RICORSO AL TAR Anche la giustizia amministrativa è stata chiamata ad interessarsi delle procedure di appalto di Palazzo Sigillo. "Da aprile 2015 ad oggi, fine 2017, appare evidente - scrive ancora il PD - che parte importante dei ritardi rilevati siano da addebitare al ricorso presentato al Tar da una delle ditte partecipanti alla gara, contenzioso che si è concluso nel marzo del 2016, quando la stessa ditta decise di ritirare il ricorso depositato al TAR, tant'è che lo stesso dichiarava “improcedibile la causa per carenza di interesse”. Ecco qui che sorge un'altra domanda per Tripodi da parte del circolo PD: "Ma qualcuno si è mai posto il problema di capire cosa potrebbe essere intervenuto, cosa sia realmente successo?".

BUROCRAZIA Larga parte del comunicato è dedicata invece al racconto delle varie problematiche sorte nelle procedure amministrative relative ai lavori di Palazzo Sigillò. Problematiche che Polistena News ha raccontato in vari articoli, ripresi anche dallo stesso Partito Democratico nella sua nota. Ecco nel dettaglio le vicende analizzate nel comunicato stampa:

DIRETTORE DEI LAVORI Come anche da noi riportato, nel marzo 2017 venne nominato il Direttore dei Lavori nella persona di una funzionaria architetto in servizio presso la Soprintendenza di Reggio Calabria. Nel giugno dello stesso anno la Soprintendenza comunicava al Comune la revoca della disponibilità di propri funzionari per l’incarico di direttore dei lavori. La scelta è poi ricaduta su un tecnico interno del Comune. A riguardo il PD precisa "Non siamo a conoscenza delle motivazioni, se esplicitate saranno rimaste nei cassetti degli uffici comunali, ma sarebbe il caso di capire, però, cosa abbia potuto spingere la Soprintendenza ad autorizzare, prima, una sua funzionaria ad assumere tale incarico, a sottoscrivere un Protocollo d’intesa con il Comune e poi a revocare le decisioni precedentemente assunte? Se non si da una valida risposta a tale interrogativo e si chiariscono i vari passaggi si lascia spazio a qualsivoglia considerazione, comprese quelle relative a controverse valutazioni sui lavori del Palazzo".

Palazzo Sigillò, cambia il direttore dei lavori

COLLAUDO A luglio un altro episodio che porta all'annullamento in autotutela di una precedente determinazione con cui si era affidato il servizio di "collaudo statico, collaudo tecnico amministrativo in corso d’opera e collaudo tecnico funzionale degli impianti". Non essendo possibile nominare un tecnico interno e data la mancata disponibilità degli enti viciniori, il Responsabile dei Lavori Pubblici affida l'incarico con procedura negoziata, tramite affidamento diretto ad un raggruppamento temporaneo di professionisti per la somma finale di € 32,576,39, oltre iva. Una somma inferiore a quanto previsto dal Responsabile, cioè € 38.325,16 oltre Iva, inferiore ai € 40.000,00, soglia massima per l'affidamento diretto secondo il Codice dei Contratti. Senonchè ad intervenire direttamente è la Segretaria Generale del Comune che chiede delucidazioni al Responsabile della Ripartizione sulla procedura per l'affidamento ed in particolare sui criteri utilizzati per la scelta e sull'importo del servizio. Si scoprirà alla fine che vi era stato un errore nel calcolare il compenso sulla base del progetto definitivo, mentre doveva essere calcolato tenendo conto del progetto esecutivo. Compenso che superava "di molto" il limite dei € 40 mila euro, quindi l'affidamento diretto non era consentito. Si annulla quindi la determina e alla fine il servizio verrà affidato ad un funzionario del Comune di Galatro. Sulla questione interviene il PD che oggi scrive: "Abbiamo assistito ad una sequela di incongruenze che, a voler pensar male, bisognerebbe mettere seriamente in discussione la trasparenza degli atti. Secondo il circolo polistenese del Partito Democratico "nulla viene chiarito in merito alla scelta personale (ad personam) del professionista. Non spiega neanche come mai acconsente di assegnare l’incarico al RTP nel quale sono presenti tecnici non iscritti nella short-list. Incongruenze che meriterebbero, secondo noi meritano, una risposta chiara e rassicurante sulla legittimità delle procedure attuate. Non concorda con Noi?" chiedono a Tripodi i democratici.


- Palazzo Sigillò | Altro inghippo, annullato l'affidamento del collaudo

VERIFICA DEL PROGETTO Anche sull'affidamento di questo servizio si verifica un altro annullamento in autotutela di una determina del Responsabile dei Lavori Pubblici del Comune di Polistena. Sostanzialmente era stata indetta la procedura di selezione senza che nel bando fossero inseriti i requisiti previsti dalle linee guida ANAC in materia. La gara viene rifatta ed il servizio di verifica del progetto esecutivo viene affidato alla società Bureau Veritas. "È tutto normale?" si chiede il PD. "Si fa un bando sul MEPA e si sbagliano i requisiti minimi di partecipazione? Bho! L’errore è un fatto umano ed è sempre possibile, ma troppi errori si sono concentrati sulle procedure di quest’opera".


Palazzo Sigillò | Altro atto annullato. Questa volta tocca al bando per la verifica del progetto esecutivo

REVOCA INCARICO A RESPONSABILE URBANISTICA "In questo 2017 - scrive ancora il PD - nel clou delle revoche in autotutela delle procedure amministrative con cui si sono concretizzati alcuni atti politico-burocratici necessari per l’avvio dei lavori, interviene un decreto sindacale, mai formalmente pubblicato, con il quale il Sindaco ha deciso di revocare l'incarico di responsabile della Ripartizione Urbanistica del Comune al tecnico investito di tale carica (lo stesso, inoltre, è Responsabile Unico del Procedimento “RUP” per i lavori di Palazzo Sigillò) per affidarla ad altro tecnico del Comune stesso. A tal proposito sembra sia in corso un ricorso al Giudice del lavoro al quale il tecnico revocato si sarebbe rivolto per rivendicare le proprie prerogative. E’ ipotizzabile che, anche in questa occasione, l’estromissione possa essere il risultato di valutazioni divergenti tra il Capo dell’Amministrazione comunale e il Capo ripartizione defenestrato?". 

PERCHÉ SOLO ORA? Nella sua nota stampa il Partito Democratico di Polistena chiarisce il perché abbia deciso di porgere queste domande al sindaco Tripodi solo ora. A riguardo, i dem scrivono: "In questi anni, nel 2017 in particolare, per evitare qualsivoglia interferenza e/o difficoltà al prosieguo dell’iter per l’avvio dei lavori abbiamo, volutamente, evitato di porre qualcuno degli interrogativi che sono emersi da un’osservazione distaccata, lo facciamo adesso perché riteniamo sia giusto che ogni perplessità venga fugata".

"NON PUÒ FARE FINTA DI NULLA" Rivolgendosi direttamente a Tripodi, i componenti del circolo PD di Polistena concludono la nota in questo modo: "Probabilmente non finisce qui, ma è indubbio però che ella, sig. Sindaco, non può far finta di nulla. Una sua autorevole parola di chiarezza è indispensabile nell'interesse dei lavori di Palazzo Sigillò, della correttezza delle procedure portate avanti dagli uffici e dei Cittadini tutti che hanno il diritto di sapere se, in ognuno dei controversi passaggi sopra descritti, siano state rispettate le regole e le leggi del nostro Paese".

13/01/2018
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