Sito inquinato a Polistena, Tripodi scrive a Lorenzin e Oliverio: "Rapporto sia pubblico". Ma è online dal 2016


Ha fatto molto discutere un articolo pubblicato giorni fa dalla Gazzetta del Sud sui siti ad alto rischio antinquinamento in Calabria. L'articolo riprende i dati pubblicati nel 2016 dall'Istituto Superiore di Sanità nello Studio epidemediologico dei siti contaminati della CalabriaTra 18 siti considerati ad alto rischio nella nostra regione figura anche uno ricompreso nel territorio di Polistena. 

È di oggi l'intervento del sindaco di Polistena, Michele Tripodi che, in una lettera aperta indirizzata alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin ed al Presidente Mario Oliverio, si dice molto preoccupato "per questa notizia, che conferma come più in generale vaste zone del territorio calabrese, siano state contaminate e divenute vere e proprie discariche abusive della ndrangheta. Come più di un’inchiesta giudiziaria ha documentato in Calabria e nel Mezzogiorno le mafie hanno monopolizzato per anni il traffico illegale di rifiuti, facendo affari sullo smaltimento ed infischiandosi dei danni che tale attività criminale avrebbero portato in seguito alla salute delle persone". 

Nella stessa missiva, Tripodi chiede al Ministero della Salute di rendere "pubblici i dati del rapporto dell’Istisan, ente sottoposto a vigilanza ministeriale, dettagliando luoghi, contesti, tipo di rifiuti ed eventuali responsabilità. In particolare si domanda quale sia l’esatta individuazione del sito censito nel territorio di Polistena". 

La Gazzetta del Sud fa riferimento ad un rapporto riservato. In realtà si tratta di un rapporto già pubblicato online - sul sito dell'Istituto - del 2016, liberamente accessibile e consultabile. (LINK)

Polistena News ne aveva già fatto riferimento in un precedente articolo (link) relativo alla problematica dei rifiuti depositati nel torrente Vacale. Dal rapporto in esame emerge infatti come sia proprio l'area del Vacale ad essere contaminata da cromo VI (esavalente), uno dei più pericolosi contaminanti ambientali.

Sullo stesso argomento, nella lettera Tripodi spiega come sia necessario che "la Regione Calabria proceda contestualmente ad una mappatura dettagliata dei siti contaminati, compiendo le operazioni di caratterizzazione del rifiuto e finanziando le relative operazioni di bonifica ambientale. È il minimo che si possa chiedere in una regione come la Calabria che, dopo essere stata avvelenata, vede negare il diritto dei cittadini a curarsi nei propri ospedali, con una sanità inadeguata a reggere il peso di tutte quelle patologie gravi derivanti da queste forme di inquinamento ambientale provocato".

28/02/2018
Sito inquinato a Polistena, Tripodi scrive a Lorenzin e Oliverio: "Rapporto sia pubblico". Ma è online dal 2016 Sito inquinato a Polistena, Tripodi scrive a Lorenzin e Oliverio: "Rapporto sia pubblico". Ma è online dal 2016 Reviewed by Polistena News on 28.2.18 Rating: 5