Comitato vs PCI Polistena: "Attacco indegno e inqualificabile contro familiari Mommo Tripodi"


"Patrimonio collettivo di Polistena": con queste parole si riferiva a Mommo Tripodi la sezione polistenese del PCI - guidata dal Presidente del Consiglio comunale Angelo Borgese - rispondendo ad una nota stampa firmata dai familiari dell'ex sindaco di Polistena. La questione è sempre l'intitolazione di Via Trieste (bocciata dalla Prefettura) e di Palazzo Sigillò (avversata dalla famiglia).

Ad intervenire è ora il Comitato cittadino costituitosi per chiedere l'intitolazione del Palazzo Municipale e dell'Auditorium, per il tramite dei suoi rappresentanti Giuseppe Varone e Patrizia Napoli, entrambi ex assessori nelle giunte di Girolamo Tripodi.

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"Gravissimi e davvero preoccupanti vaneggiamenti e affermazioni atte a procurare odio e confusione di sentimenti e ruoli". Inizia così la nota del comitato civico che critica il titolo del precedente comunicato del PCI in cui si parlava di "solidarietà" e "sostegno" verso il sindaco Michele Tripodi. "Non siamo a conoscenza - scrivono Varone e Napoli - né tanto meno artefici, di accuse o intimidazioni verso la persona del primo cittadino; nessuno tanto meno noi abbiamo mai parlato, discusso, criticato o mosso accuse sull’operato politico buono o brutto negli anni di governo del sindaco Michele Tripodi".

Ci tengono a sottolineare come questa operazione non sia motivata dalla volontà di "rientrare nella politica attiva", ne dalla volontà di criticare nel merito l'operato, in questi otto anni, del sindaco Michele Tripodi.

"Come Comitato Cittadino guidato da due ex assessori che hanno lavorato a stretto contatto con Mommo Tripodi - scrivono - abbiamo sentito solamente il dovere di far presente al Sindaco Michele Tripodi e alla Giunta comunale che governa Polistena e tutti i polistenesi, non solo i suoi tesserati, che, a quasi un anno dalla morte del grande Sindaco Mommo Tripodi, non è stato fatto nessun atto serio, reale, visibile, indelebile e, ancora peggio, nessuna commemorazione per ricordarlo per come merita". L'ammirazione verso Mommo Tripodi sarebbe, per il comitato, "una mera esercitazione verbale di facciata senza nessuna concretezza" da parte dell'Amministrazione comunale "che, invero, serve solo a spargere affermazioni davvero scandalose e atte a suscitare sentimenti di odio e rancore".

Napoli e Varone considerano "scandaloso" e "tipico di una concezione salvinista" il fatto di "attribuire proprietà sulle persone, sulle residenze, sui confini della territorialità e libertà di farne o meno parte, soprattutto, se questi sono stati simboli di onorabilità e vessilli di lotte e riscatti sociali". Secondo il comitato infatti, dopo il "Prima gli italiani" di Salvini ci sarebbe ora il "Prima i polistenesi", in barba all'internazionalismo considerato "uno dei capisaldi del comunismo".

La solidarietà andrebbe quindi ai familiari di Mommo Tripodi "oggetto di un attacco indegno ed inqualificabile" e non all'attuale sindaco di Polistena.

Il Comitato concorda sulla legittimazione della Giunta comunale su indirizzi e decisioni quali la toponomastica, "ma ciò non significa affatto che solo l’Amministrazione decide e nessuno può dire una parola perché altrimenti incorre nel reato di lesa maestà che evidentemente, a nostra insaputa, è stato reintrodotto a Polistena dalla sezione PCI". Il fatto di "continuare a lanciare slogan di chi può o non può parlare a Polistena, di chi ha diritti e chi no" secondo Varone e Napoli ci fa "tornare indietro nel tempo della dittatura o meglio ci sta sempre più catapultando in un tragico Salvinismo acuto, altro che comunismo".

Alcune considerazione sulla sezione "A. Gramsci" di Polistena del PCI, ricordando che "essere, riconoscersi, appartenere e vivere da Comunisti, non necessariamente comporta il tesseramento presso la sezione di Polistena, inoltre alcuni sono fuoriusciti per scelta e per richiesta di dirigenti che li hanno allontanati con la scusa del cambiamento e hanno preferito aprire le braccia a persone che ogni legislatura o a seconda del vento, fanno il salto della quaglia o come diceva Mommo sono voltagabbana". "Spiacenti - dicono - i veri comunisti si rispecchiano innanzitutto nella coerenza".

Rispondendo poi all'accusa di "allearsi con i nemici di Girolamo Tripodi per dimostrare l’indimostrabile", il Comitato replica che il PCI, privo di argomenti, "si rifugia nella volgare aggressione gratuita delle persone, con affermazioni false, inconsistenti e assolutamente prive di alcuna fondatezza. In ogni caso pensiamo che anche gli avversari politici di Mommo Tripodi e della sua Amministrazione, hanno la libertà di pensiero e di coscienza di potersi esprimere per dare il giusto riconoscimento, se lo ritengono, alla figura e all’opera di Mommo Tripodi". 

In conclusione, in rappresentanza del Comitato cittadino, Giuseppe Varone e Patrizia Napoli chiedono che la Giunta deliberi l'intitolazione di Municipio e Auditorium all'ex sindaco e parlamentare Girolamo Tripodi.

14/01/2019
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