Familiari Mommo Tripodi contro Amministrazione comunale: "Arroganza immorale e offensiva"


"Per il rispetto dovuto alla memoria del nostro caro marito e padre Girolamo Tripodi, finora avevamo evitato di intervenire pubblicamente sulla grave vicenda relativa alle sprovvedute e inopportune intitolazioni a suo nome. Lo facciamo oggi perché si rende necessario fare chiarezza e verità onde diradare il cumulo di notizie false e grandi bugie, continuamente diffuse dall’Amministrazione Comunale di Polistena e da suoi singoli esponenti". Inizia con queste dure parole una nota firmata dai familiari del defunto senatore Mommo Tripodi contro l'Amministrazione comunale guidata dal nipote Michele Tripodi.

Uno scontro che sembra partire sin dall'aprile scorso e che si è poi acuito dopo la scelta della Giunta comunale di intitolare all'ex parlamentare comunista l'attuale via Trieste e la Casa della Cultura di Palazzo Sigillò in via di ristrutturazione, scelta definita dalla famiglia come "grave errore".

"Immediatamente - scrivono i familiari - abbiamo espresso in forma privata, le nostre osservazioni critiche sul metodo e sul merito della delibera della Giunta Comunale, subendo per questo anche qualche incresciosa e piccina ritorsione. Successivamente, il 29 agosto, abbiamo espresso direttamente all’Amministrazione Comunale sconcerto e amarezza per quanto avvenuto, chiedendo il rispetto dovuto alla famiglia di Girolamo Tripodi e facendo presente  che quando si assumono decisioni o provvedimenti che riguardano Girolamo Tripodi, è necessario innanzitutto interloquire con la sua famiglia, consultandola preventivamente, senza pensare, invece, di calpestarla e di isolarla. Chi non rispetta questo doveroso e sacrosanto diritto non rispetta prima di tutto Girolamo Tripodi e la sua memoria".

Si ebbe quindi un incontro ufficiale tra familiari e Amministrazione comunale, al termine del quale il sindaco avrebbe detto "valuteremo e vi faremo sapere". "Stiamo ancora aspettando" affermano però i familiari. "L’Amministrazione Comunale di Polistena - continuano - ha continuato a sbagliare quando, con arroganza immorale ed offensiva, non ha voluto accogliere la nostra più che legittima richiesta di revoca della citata delibera.  Noi non vogliamo niente, non pretendiamo niente e non chiediamo niente, come abbiamo detto all’Amministrazione Comunale lo scorso 29 agosto. Ribadiamo che desideriamo solo, rispetto per noi e, soprattutto, per la memoria di nostro marito e padre".

La moglie ed i figli di Tripodi poi smentiscono quanto affermato dall'Amministrazione comunale nei giorni scorsi, cioè la sua disponibilità ad intitolare il Palazzo municipale già da agosto: "tutti sono a conoscenza che la delibera approvata il 6 agosto, a nostra insaputa, individua altri siti e che addirittura quella stessa delibera è stata pubblicata all’albo pretorio solo poco più di due mesi fa. L’Amministrazione Comunale ha dichiarato che voleva intitolare il Municipio, però ha fatto tutt’altro e ha deliberato l’opposto. La verità è che tutti a Polistena sanno che fino al giorno prima di ricevere la lettera di diniego della Prefettura, il 3 dicembre u.s., gli amministratori hanno sempre rifiutato categoricamente la possibilità che il Palazzo Municipale e l’auditorium comunale fossero intitolati a Girolamo Tripodi.  

All'incontro del 29 agosto sarebbero intervenuti sia l'assessore Creazzo, la quale avrebbe affermato, secondo i familiari di Mommo Tripodi, che l'Amministrazione avrebbe scartato l'ipotesi di intitolare il Palazzo municipale poiché si tratta di "un edificio di scarso pregio architettonico” ed il sindaco Michele Tripodi, il quale avrebbe detto che “per Girolamo Tripodi era stato fatto il “massimo”. Gli stessi familiari ricordano poi come tale affermazione sia stata ribadita nel consiglio comunale del 28 dicembre anche dal vicesindaco Policaro e dall'assessore Creazzo. "Un'affermazione - scrivono duramente - che basta e avanza per coprire di ridicolo chi la pronuncia". 

I congiunti di Mommo Tripodi segnalano come dopo la bocciatura della delibera da parte della Prefettura di Reggio Calabria, "occultata - dicono - dall'Amministrazione", "la Giunta Comunale si trova in un vicolo cieco". 

Come detto prima, le incomprensioni sono nate già dallo scorso aprile, quando l'Amministrazione negò l'utilizzo del Salone delle Feste per una commemorazione di Mommo Tripodi ad un mese dalla scomparsa, tenutasi poi a Reggio Calabria. 

A questo si aggiunge la mancata convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale appositamente dedicata alla figura dell'ex sindaco. Per Tripodi "finora a Polistena non è stato fatto nulla: zero assoluto!!" scrivono i familiari.

Poi l'accusa rivolta direttamente al sindaco Michele Tripodi di aver "disertato e fatto disertare" l'evento tenutosi il 21 ottobre per la presentazione della Fondazione Girolamo Tripodi tenutosi proprio a Polistena.

Un ringraziamento viene invece rivolto al Prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, che ha appunto bocciato la delibera del 6 agosto, limitatamente all'intitolazione di Via Trieste, che "l’Amministrazione Comunale con pervicacia, ostinazione e protervia vuole tenere in piedi per la parte riguardante la casa della cultura in palazzo Sigillò". 

Anche su questo punto i familiari mostrano delle riserve: si intitolerebbe infatti ad un ex parlamentare comunista un palazzo che un tempo fu residenza del primo podestà fascista di Polistena. "Girolamo Tripodi - dicono - non avrebbe assolutamente voluto" e "avrebbe sicuramente reagito contro un accostamento così offensivo per la sua limpida storia politica di comunista". Sulla questione, i familiari si dicono pronti a porre in essere tutti i passi necessari per tutelare l'immagine del loro congiunto defunto.

"Infine, si dice che l’Amministrazione comunale ha preso insegnamento da Girolamo Tripodi. Da tutto quello che abbiamo visto ci sembra proprio che gli attuali amministratori non hanno appreso nulla di quell’insegnamento. Ricordiamo che tra le qualità migliori e riconosciute di Girolamo Tripodi c’erano l’enorme umiltà e la capacità di saper ascoltare e riconoscere anche eventuali errori, avendo la capacità di emendarsi per fare ancora meglio. Qualità non comune e che certamente non alberga nelle stanze dell’amministrazione comunale di Polistena. Anche per questo Girolamo Tripodi ha guidato il comune di Polistena per oltre 31 anni, compiendo un’opera straordinaria e indimenticabile, grazie alla quale gli odierni amministratori sono, oggi, seduti a quel posto senza però esprimere un minimo di doveroso riconoscimento" conclude la nota firmata da Pasqualina Policriti e dai figli Michelangelo, Ivan e Maria Concetta.

07/01/2019
Familiari Mommo Tripodi contro Amministrazione comunale: "Arroganza immorale e offensiva" Familiari Mommo Tripodi contro Amministrazione comunale: "Arroganza immorale e offensiva" Reviewed by Polistena News on 7.1.19 Rating: 5