Operazione "Waterfront", tra gli appalti truccati anche l'elisuperficie dell'ospedale di Polistena


C'è anche l'appalto, gestito dalla Stazione Unica Appaltante dell'ex Provincia di Reggio Calabria, per i lavori di costruzione dell'elisuperficie realizzata nel piazzale antistante l'ospedale di Polistena tra le 22 gare ad evidenza pubblica finite al centro dell'odierna operazione "Waterfront", considerata il proseguo della precedente "Cumbertazione".

A rivelarlo la testata LaCNews24, secondo cui tra gli indagati per questo specifico appalto figurerebbe anche l'attuale deputato leghista Domenico Furgiuele, in qualità di ex titolare delle quote di maggioranza e amministratore della Terina costruzioni, impresa partecipante alla gara bandita dalla SUAP.

L'importo complessivo dell'appalto era di €417.341,30, vinto dall'impresa Eurowork s.r.l. con un ribasso di oltre il 34%, pari a €295.617,89. Alla gara avevano partecipato 65 imprese, di cui 6 escluse.

L’operazione costituisce l’epilogo delle complesse indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, unitamente al Servizio Centrale I.C.O., con il coordinamento della predetta Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Nella giornata odierna sono stati eseguiti provvedimenti cautelari personali, nei confronti di 63 persone – imprenditori e pubblici ufficiali – ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – aggravate dall’agevolazione mafiosa – nonché abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Sono 57 gli imprenditori indagati facenti parte, a vario titolo, di un illecito cartello composto da molteplici imprese, capace di aggiudicarsi – attraverso turbative d’asta aggravate dall’agevolazione mafiosa – almeno 22 gare ad evidenza pubblica, in sistematica frode ai danni della Regione Calabria e della Comunità Europea. 

Tra i reati contestati, anche la turbativa di 15 gare d’appalto – tra il 2014 e il 2016 – indette per la realizzazione di grandi opere pubbliche nei comuni di Polistena, Rizziconi, Gioia Tauro, Gerace, Reggio Calabria, Santo Stefano in Aspromonte, Maropati, Grotteria, Galatro, San Giorgio Morgeto, Siderno, per un valore di oltre 58 milioni di euro. 

Al riguardo, è stato individuato un illecito cartello costituito da 43 imprese aventi sede in diverse regioni – articolato in cordate (calabrese, romana, toscana, siciliana e campana) – che hanno partecipato – a vario titolo – ai pubblici incanti investigati, determinandone indebitamente l’esito, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, garantendo, in tal modo, l’aggiudicazione degli appalti a una delle imprese del cartello. Anche laddove il richiamato cartello non fosse riuscito vincitore, venivano messe in atto manovre – sotto forma del subappalto o della procedura di nolo – al fine di controllare la gara e la conseguente esecuzione dei lavori affidata, comunque, alle imprese delle varie cordate.

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GIOVEDI' 28 MAGGIO 2020