Comunali 2020, il PCI replica alle accuse del PD e parla di "lista accozzaglia anche con fascisti"


Se veritiere e confermate, le accuse lanciate su alcuni episodi che si sarebbero verificati in una Polistena in procinto di iniziare una campagna elettorale estiva, sarebbero alquanto gravi. Arriva ora la replica della sezione cittadina del PCI, partito che sostiene l'attuale maggioranza consiliare e dal quale dovrà uscire un nome per il dopo Tripodi.

"Siamo davvero sconcertati per le esternazioni espresse sui social dal partito Democratico e riprese da un blog (?) (Polistena News, ndr) in merito alla prossima campagna elettorale comunale. E’ vero che d’estate non si è mai votato e i raggi ultravioletti del sole potranno pure aiutare a disattivare il Covid (come qualche studio sostiene), ma in questo caso il sole ha giocato l’effetto contrario ai gestori della pagina facebook del PD di Polistena" scrivono i comunisti polistenesi.

Un riferimento poi a quanto avvenne prima delle elezioni del 2010, quando "sei consiglieri di minoranza su sette furono fagocitati nella lista dell’uscente amministrazione del PD che scelse, alla faccia della democrazia, di ridurre l’opposizione in Consiglio ad un solo rappresentante: il nostro. (E menomale!)".

Ecco poi il riferimento all'attualità politica e al processo di composizione delle liste di candidati consiglieri. "Le palesi difficoltà del PD a ricercare persone riempilista, sono dovute ad anni di silenzio, omertà e inazione politica, e non possano essere addebitate ad alcuno, tantomeno al popolo di Polistena che ci incoraggia a continuare nel lavoro politico svolto in 10 anni, conoscendo bene le differenze tra due modi di amministrare totalmente opposti. Abbiamo amministrato in modo valoroso e semmai è il grande riconoscimento popolare del nostro lavoro che annichilisce un PD ormai dimenticato nella storia di Polistena. Piuttosto è vero il contrario, e cioè che i residuati locali del PD stanno cercando di preparare una “lista accozzaglia” anche con i fascisti che, vigliaccamente, escono allo scoperto solo ora nel clima torbido di caccia alle streghe creato dai fan di Salvini e tra gli olè delle destre populiste".

In riferimento poi alle accuse lanciate da democratici polistenesi, il PCI chiede "al PD di Polistena i cui dirigenti, specie di recente, sono soliti insinuare ma mai ad indicare nomi e cognomi, di farci capire bene. Saremmo i primi a condannare come abbiamo sempre fatto nella nostra storia qualunque comportamento prevaricatore perpetrato ai danni di persone oneste".

"Scavando nel passato - continua la sezione PCI - però si ricorda che a Polistena alla vigilia delle elezioni comunali del 2010 vi furono pesanti intimidazioni di tipo mafioso contro la nostra sezione in persona dei nostri massimi esponenti, che tuttavia non impedirono la travolgente vittoria elettorale del compagno Michele Tripodi, poi replicata nel 2015, e dove abbiamo sempre a differenza di altri candidati gridato dai palchi che “i voti della mafia non li vogliamo”. Eppure si veniva da anni, quelli si di malagestione a guida PD con scelte ambigue, favoritismi, concorsi –farsa e clientele varie, che sono state spazzate via in modo netto".

"In questi anni grazie al nostro Sindaco Michele Tripodi, la ndrangheta, i massoni e i poteri forti sono stati messi alla porta del Comune, avendo l’Amministrazione Comunale a guida comunista costituito una barriera formidabile contro ogni forma di condizionamento mafioso e di malaffare organizzato. Se il Comune di Polistena è oggi vantato in Calabria e in Italia quale modello da imitare è grazie alle scelte coraggiose compiute nel tempo e per merito di compagni e uomini politici che senza ambiguità ed a viso aperto hanno affrontato i problemi ed amministrato con onestà al servizio della comunità di Polistena. Non avete alibi e scusanti, voi locali del PD, e sappiate che anche stavolta sarete giudicati dal popolo sovrano per come meritate e per quello che avete seminato, perché la democrazia è una cosa bella sempre e non solo quando vi conviene".

MARTEDI' 21 LUGLIO 2020