Corte Conti bacchetta Polistena su rendiconti triennio 2015-2017: "Risultati di amministrazione inattendibili"


Sono dieci le criticità che la regionale Sezione Controllo della Corte dei Conti ha contestato al Comune di Polistena in merito agli esercizi relativi agli anni 2015, 2016 e 2017. In sostanza, tra le contestazioni vi sono una scarsa riscossione delle entrate correnti, una sottostima della spesa di funzionamento per i rifiuti solidi urbani nonché il reiterato ricorso a piano di rientro con la Regione Calabria per il debito accumulato per il servizio rifiuti, un'incerta quantificazione della consistenza dei fondi vincolati, un ingiustificato ricorso ad anticipazione di liquidità, nonostante un fondo cassa libero di consistenza elevata. Inoltre, si contestata una sottostima del c.d. maggior disavanzo all’1.1.2015 ed una probabile erronea quantificazione del fondo pluriennale vincolato nel triennio in esame.

La Corte dei Conti parla ancora di "inattendibilità dei dati certificati dal Sindaco, dal Responsabile del Servizio Finanziario e dall’Organo di Revisione per l’esercizio 2015" e di "inattendibilità dei risultati di amministrazione di cui ai rendiconti 2015, 2016 e 2017, principalmente a motivo della erronea quantificazione di accantonamenti e vincoli. Ultimo rilievo, la "mancata conciliazione debiti/crediti nei confronti della Regione Calabria".

E' corposa la delibera numero 139 adottata il 9 giugno scorso dal giudice contabile, che scandaglia in modo dettagliato tabelle, conti e numeri del Comune di Polistena nei tre anni dal 2015 al 2017. Ecco i principali punti:

RIACCERTAMENTO STRAORDINARIO 2015

In sede di approvazione del rendiconto 2014, il Comune era stato chiamato ad effettuare il c.d. riaccertamento straordinario dei residui, al cui esito era risultato un disavanzo di € -3.385.219,19. Il Consiglio comunale, nell'agosto 2015 deliberava di ripianare tale disavanzo in rate trentennali costanti. Per la Corte dei Conti però, nel compiere tale riaccertamento, il Comune "con tutta probabilità, ha dato esigibilità ai propri impegni non secondo un ben definitivo cronoprogramma dei lavori, ma in modo del tutto generico". Inoltre, si contesta di aver conservato - tramite la reimputazione in parte corrente, definita anomala dalla stessa Corte - di una ingente mole di residui attivi in bilancio, a tutto beneficio degli equilibri e del risultato di amministrazione.

In sostanza, anche per altre ragioni più tecniche, secondo la Corte, il "il c.d. maggior disavanzo avrebbe dovuto essere di ammontare superiore". Ecco quindi che ora il Comune dovrà rideterminare il proprio deficit al 1 gennaio 2015 ed "il disavanzo occulto così emerso andrà recuperato, a partire dal bilancio preventivo 2020-2022".

RISCOSSIONI

Per la Corte dei Conti, criticità si registrano anche sul fronte della riscossione. Il Comune dovrà ora, entro 60 giorni dalla ricezione della deliberazione, approvare "un programma di efficientamento delle riscossioni che tenga conto delle criticità in essere e dell’avvio di ogni utile azione finalizzata, anche mediante solleciti rivolti ai dirigenti competenti, al recupero di efficienza". 

RIFIUTI 

I giudici contabili sottolineano che, in tutto il triennio esaminato (2015/2017), "il Comune di Polistena presenta debiti verso la Regione Calabria per RSU privi di copertura finanziaria; non a caso, il Comune ha più volte aderito a piani di rientro nel tentativo di estinguere i debiti in parola". Discrepanze emergono però tra il totale del debito stimato dal Comune e quello stimato dalla Regione Calabria: al 31/12/2019 la Regione Calabria ha certificato un credito verso il Comune di Polistena - per le annualità dal 2014 al 2018 - pari a € 1.359.769,98, mentre il Comune certifica un debito pari a € 1.175.854,85. "A ciò va aggiunto - ricorda la Corte dei Conti - il debito dell’esercizio 2019, stimato in € 488.648,44, al lordo dell’acconto di €. 155.202,08". 

Ecco che la Corte chiede al Comune di effettuare "una stima adeguata del fabbisogno in termini di spesa di funzionamento, con specifico riferimento alla spesa per RSU, al fine di scongiurare la situazione per cui insorgano spese non effettivamente coperte dalle correlate entrate, e/o che quest’ultime finanziano spese ultronee, con conseguente insorgenza di debiti fuori bilancio per RSU". 

Sul fronte del debito, invece, la Sezione Controllo chiede di essere informata "sull’evoluzione della propria situazione debitoria con la Regione Calabria, specificando l’ammontare del debiti e i pagamenti che verranno via via effettuati". 

ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA' 

La Corte si chiede poi il perché, avendo il Comune, negli esercizi 2014 e 2015 "un dichiarato fondo cassa libero di consistenza elevata", abbia comunque fatto ricorso all'anticipazione di liquidità per un totale di € 4.185.445,29, strumento che invece serve per gli enti che "non possono far fronte ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili... a causa di carenza di liquidità". Inoltre, viene richiesto all'ente di indicare cosa sia stato effettivamente pagato con tali somme "anticipate". 

2,4 MILIONI DI CONTENZIOSO 

Secondo la Sezione Controllo, il Comune ha sottostimato il fondo rischi rispetto alla reale entità di passività e contenzioso. Insufficienti sia i €160.000,00 del 2015, sia gli accantonamenti successivi, pari a €260.000 nel biennio 2016-2017. Inoltre, da una relazione "dell’Organo di revisione sulla ricognizione dei debiti potenziali, del contenzioso in essere e delle stime sul grado di soccombenza, risulterebbero, oltre al decreto ingiuntivo presso il Tribunale di Palmi da parte della Banca Sistema S.p.A., per il pagamento di fatture relative alla fornitura di energia elettrica per il periodo 2014-2016 cedute da Enel Energia S.p.A., di € 551.011,13, ulteriore contenzioso in itinere, in parte già giunto a sentenza di 1° grado (sentenze sfavorevole per l’Ente), ed in parte in attesa di giudizio, per un valore complessivo stimato di € 2.400.000,00 circa. Di quest’ultimo importo, € 1.400.000,00 si riferisce a contenzioso per risarcimento danni, mentre la restante parte si riferisce a resistenza in giudizio per recupero crediti da parte del Comune. A ciò va aggiunto che agli atti dell’Ente risulterebbe ulteriore contenzioso con valore indeterminato". 

DATI RENDICONTO 2015 "DEL TUTTO ERRONEI" 

La Sezione, nel rilevare la sovrastima del “totale parte disponibile” nel triennio 2015-2017, osserva che, non solo "i dati del rendiconto 2015 appaiono del tutto erronei, non essendo presente alcun accantonamento a fondo rischi e apparendo la parte vincolata (nella quale sono state rappresentate le anticipazioni di liquidità ricevute) fortemente sottoquantificata", ma altresì si è avuta una sottostima dell'accantonamento per il fondo anticipazioni di liquidità ed una dubbia "congruità degli accantonamenti per il FCDE (fondo crediti dubbia esigibilità, ndr) e per il fondo rischi.

MISURE CORRETTIVE

Ora il Consiglio comunale, entro il 10 agosto, dovrà approvare le misure correttive, indicate dalla stessa Corte in otto punti, tra cui soprattutto la rideterminazione del risultato di amministrazione 2015, 2016, 2017. "Nel rendiconto 2019 - chiede la Corte - dovranno essere appostati congrui accantonamenti a FCDE e fondo contenzioso; il deficit accumulato in pregresso andrà recuperato a partire dal bilancio preventivo 2020".

LUNEDI' 13 LUGLIO 2020