Tripodi: "Polistena modello nazionale" ma il Ministero scrive: "Nessuna valutazione delle attività, mero elenco"


"Nel presente lavoro sono state pubblicate tutte le esperienze ricevute a titolarità dei Comuni o degli Ambiti territoriali nei settori oggetto della presente indagine. Le prassi raccolte dai territori, così come implementate nell’emergenza e da loro raccontate, non hanno subito alcun filtro in ingresso e non è stata applicata alcuna selezione qualitativa da parte dei curatori". Ecco cosa c'è scritto nel documento varato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, considerato dal sindaco Michele Tripodi riconoscimento di Polistena come "modello nazionale" nella gestione dei servizi sociali durante l'emergenza Covid-19.

In sostanza, trattasi di una mera raccolta di tutti i questionari compilati dagli enti partecipanti, senza alcuna valutazione o filtro da parte del Ministero stesso. Per Tripodi invece, ad essere state censite, sarebbero le "migliori prassi amministrative utilizzate per dare sostegno sociale alla popolazione durante l’emergenza coronavirus ancora in corso", affermando che "questo ulteriore riconoscimento  ci rende orgogliosi e consapevoli della grande attività realizzata in questi anni dall’Amministrazione Comunale di Polistena al servizio della comunità che siamo convinti dovrà continuare con altri successi e attestati".

Purtroppo nessuno parla di buone prassi quel documento, in cui anzi si precisa che "Si valuterà la possibilità di sviluppare una successiva analisi al fine di individuare, tra le esperienze qui presentate, interventi riconducibili a “buone prassi” per una pubblicazione che aiuti il lettore ad orientarsi nella vastità delle esperienze qui raccolte attraverso specifici criteri di analisi, valutando la sostenibilità di prassi e servizi attivati o ripensati nell’emergenza".

Infatti, si legge ancora, "il lavoro qui presente è frutto della raccolta e della successiva sistematizzazione delle esperienze pervenute, dal 16 aprile al 31 maggio 2020, attraverso una rileva- zione online, elaborata ad hoc e composta da 21 domande, al fine di indagare, oltre agli aspetti organizzativi, al numero di operatori coinvolti e alle fonti di finanziamento utilizzate, anche aspetti maggiormente qualitativi, come l’uso di particolari tecnologie, l’attivazione di reti di collaborazione, le modalità di comunicazione, la portata innovativa delle pratiche e una loro sostenibilità futura".

Nessuna selezione di best practice quindi, ma solo un mero elenco delle risposte date dagli enti e raccolte integralmente.

GIOVEDI' 9 LUGLIO 2020