AGCOM sull'opuscolo dell'Amministrazione Tripodi: "Espressioni enfatiche e propagandistiche, violato divieto comunicazione"


Il Comune di Polistena dovrà pubblicare, per 15 giorni, sulla home page del proprio sito istituzionale che l’opuscolo dal titolo “Comune di Polistena – rapporto alla città - Polistena è cambiata #dieciannialserviziodelPopolo 2010-2020” non è conforme a quanto previsto dall’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 che vieta "a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni" dalla data di convocazione dei comizi elettorali fino alla chiusura delle operazione di votazione. E' quanto ha deciso il 26 agosto scorso l'AGCOM, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a seguito di una segnalazione fatta da "un gruppo di cittadini di Polistena" alla Prefettura di Reggio Calabria. 

Ad essere oggetto della contestazione è l'opuscolo, costato al Comune di Polistena oltre €5.800 euro tra impostazione grafica, stampa e distribuzione, con cui l'Amministrazione uscente ha voluto rendere pubblico il resoconto delle attività svolta nei dieci anni a guida del sindaco uscente Michele Tripodi

Per l'AGCOM però, "l’attività di comunicazione effettuata dal Comune di Polistena attraverso la pubblicazione e distribuzione alla cittadinanza dell’opuscolo in questione, appare in contrasto con il dettato dell’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, in quanto non presenta i requisiti di indispensabilità e impersonalità cui la citata norma àncora la possibile deroga al divieto ivi sancito. In particolare, non ricorre il requisito dell’impersonalità in quanto il documento riporta il logo del Comune di Polistena, le fotografie del Sindaco, degli assessori e dei consiglieri, né il requisito dell’indispensabilità ai fini dell’efficace assolvimento delle funzioni proprie delle Amministrazioni, né alcuna esigenza di urgenza o improcrastinabilità".

"Più precisamente - spiega l'Autorità - le informazioni relative alle attività svolte nei due quinquenni amministrativi sono già regolarmente pubblicate ai sensi di legge nelle relazioni di fine mandato disponibili sul sito istituzionale dell’Ente, mentre nell’opuscolo in questione vengono utilizzate espressioni enfatiche e propagandistiche da parte dell’Amministrazione uscente, unitamente all’editoriale del Sindaco Michele Tripodi con espressioni del seguente tenore “L’opuscolo ritrae una parte dei momenti più rappresentativi del cammino esaltante e del programma realizzato in cui è evidente l’impronta di cambiamento che le Amministrazioni comunali 2010 – 2020 hanno dato alla città”. 

Sul punto, l'Autorità ha ritenuto di condividere la proposta formulata dal CORECOM Calabria, pur non condividendo le motivazioni in punto di calcolo del termine di decorrenza del divieto. Infatti, "il divieto di comunicazione istituzionale decorre a far data dalla convocazione dei comizi per il referendum popolare confermativo indetto in data 18 luglio 2020 e prosegue fino al 18 settembre 2020, giorno di chiusura delle campagne per le elezioni referendarie e amministrative del 20 e 21 settembre 2020". In altre parole, per l'AGCOM deve farsi riferimento ai termini della consultazione referendaria e non a quelle comunali, come invece aveva ritenuto il sindaco Tripodi nelle controdeduzioni.

Il Comune avrà ora 60 giorni di tempo per presentare ricorso contro la delibera dell'AGCOM davanti al TAR del Lazio.

MERCOLEDI' 2 SETTEMBRE 2020