UpP sul Consiglio comunale: "Menzogne e infamie, sporgeremo denuncia" e chiede intervento del Prefetto


Arriva la replica del gruppo di opposizione Uniti per Polistena alla nota della maggioranza su quanto accaduto oggi in Consiglio comunale tra urla e abbandoni dell'aula durante la discussione dell'ultimo punto all'ordine del giorno: la nomina dei componenti dalla Commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari.


"I Consiglieri comunali hanno votato con scrutinio segreto ed all’esito il Presidente del Consiglio ha proclamato gli eletti. Su tale punto nessuna dichiarazione di voto è stata espressa e né vi sono stati altri interventi" spiega l'opposizione. "Il Consiglio Comunale era, quindi, concluso quando il vicesindaco, contrariamente a quanto disposto dal regolamento del consiglio comunale, ha chiesto la parola ed ha iniziato ad inveire contro i consiglieri di minoranza gridando "Vigliacchi vergognatevi". Il vicesindaco senza alcun rispetto per i ruoli istituzionali ha inveito anche contro il Presidente del Consiglio affermando "Adesso parlo io".

Ecco quindi il motivo dell'abbandono dell'aula: "Non volendo assistere a tali scene e per evitare di cadere nelle provocazioni del Vice sindaco, il nostro gruppo ha abbandonato l’aula (tra l’altro eravamo già in procinto di andare via, in quanto il Consiglio comunale era finito). Non capivamo i motivi dell’invettiva del Vicesindaco che sicuramente era in difficoltà per essere stato smascherato sulle tante falsità dette sulle tariffe TARI e sul canone idrico, maggiorate per l'inettitudine dell'amministrazione. Ma il delirio del nostro caro Vice Sindaco non si è fermato qui".

Uniti per Polistena parla poi di "un documento con una serie di menzogne e infamie che solo una mente perversa poteva generare", riferendosi alla nota stampa diramata dal gruppo di maggioranza su quanto accaduto.

Sull'accusa di aver discriminato l'assessore Cannatà e il consigliere Arevole, UpP chiarisce di non averli mai nominati. "Il fatto contestato - spiegano - sarebbe che i due consiglieri di maggioranza Arevole e Cannata avrebbero ricevuto dei voti per la formazione della commissione di nomina dei giudici popolari. Considerato che lo scrutinio viene effettuato con voto segreto non capiamo come possa essere ricondotto il voto ad uno o ad un altro consigliere (questo accadeva nei regimi comunisti ai quali il nostro vicesindaco è tanto affezionato ma non nelle democrazie). Ciò posto, si fà fatica a comprendere come un voto dato ad un consigliere possa trasformarsi in offesa per lo stesso e come si possa ricondurre tale voto a discriminazioni sulla condizione sociale e lavorativa sulle quali solo il vicesindaco opera distinzioni. La verità è che consapevole di aver perso la lucidità sbagliando i toni ed usando termini ampiamente diffamatori e per paura che venissero divulgati i video dei suoi gravissimi comportamenti, il Vice sindaco ha montato una messinscena fondata sulle falsità al solo fine di denigrare la minoranza consiliare disinformando la popolazione e fomentando il clima di odio dallo stesso creato nella nostra città nell’ultimo decennio".

Critiche anche all'operato del Presidente Borgese che in serata aveva scritto su Facebook: "Da quando ho avuto l'onore di essere Presidente del Consiglio Comunale cittadino, non avevo mai assistito ad un simile comportamento da parte dei consiglieri comunali di minoranza. Un atteggiamento palesemente discriminatorio ed offensivo nei confronti di altri consiglieri. Una pagina veramente triste per il consiglio comunale della nostra città". Uniti per Polistena parla di affermazioni, queste, "ancora più gravi" e "in assoluto spregio del ruolo terzo che lo stesso ricopre in consiglio comunale". Per l'opposizione, poi, il Presidente Borgese "sconfessa quello che lui stesso ha rimproverato al vicesindaco per prendere parte alla messinscena ridicola – e questa sì vergognosa – montata dal suo leader politico".

Uniti per Polistena ha poi pubblicato su Facebook un video della seduta di oggi, nei quali si vede il Presidente criticare il loro abbandono dall'aula e chiedere a Tripodi l'uso di toni più consoni al luogo.

L'opposizione, nel chiedere l'intervento del Prefetto "affinché ristabilisca l’agibilità democratica del Consiglio comunale", afferma che sporgerà denuncia per quanto accaduto alle autorità competenti.

"Chiediamo inoltre - concludono - che il Sindaco revochi le deleghe al proprio vicesindaco che ha mancato di rispetto all’Istituzione del Consiglio Comunale e che il vicesindaco formuli pubbliche scuse al presidente del Consiglio al qual ha mancato di rispetto ed alle minoranze consiliari".

SABATO 28 NOVEMBRE 2020