Operazione Faust, PD: «Autino esterno non richiesto per Policaro?», PCI risponde: «Elezioni 2005 infiltrate dalla cosca Longo»


Non accenna a diminire il livello dello scontro politico che si registra a Polistena dopo l'operazione della D.D.A "Faust" dello scorso 18 gennaio.

Ad intervenire anche il Partito Democratico, con un post Facebook. I democrat polistenesi, sostengono sia "inquietante che il Sindaco di Polistena non rigetti con sdegno l'increscioso coinvolgimento (cointeressenza con la ndrangheta "anche se non indagato") in cui si troverebbe per il chiacchiericcio di un suo stretto congiunto e per le plurime e imbarazzanti parentele venute alla luce". Ritengono poi "sconvolgente che il suo vicesindaco e la sua maggioranza, senza mai entrare nel merito delle intercettazioni, non fosse altro che per un dovere morale e politico, svolgano nei suoi confronti una difesa di facciata per poi aggiungere, ovviamente, scaricandolo: "........ Alla luce di tutto questo confidiamo nel Sindaco Marco Policaro al quale siamo vicini e solidali per l’ingiusto attacco mediatico........siamo certi che saprà valutare con senso di responsabilità la situazione e compiere le scelte più giuste nell’interesse di tutta la comunità onesta di Polistena".

Il PD fa poi un salto nel "recente passato", sostenendo che "ben due consiglieri, della stessa maggioranza odierna, forse poco graditi, vennero "sollecitati", con più o meno insistenza, a dimettersi perché (giravano queste voci) l'amore poteva avere interferito con la loro appartenenza politica".

Parla, poi, il Partito Democratico di quello che definisce "cursus politico" del sindaco Policaro "che nel 2005 lascia il suo lavoro a tempo indeterminato per assumere l'incarico fiduciario di "segretario particolare" dell'allora assessore provinciale, Michele Tripodi; nel 2010 viene nominato Vicesindaco del sindaco Tripodi e nel 2020, dopo la vittoria elettorale, assume la carica di Sindaco".

"In tutto questo percorso - si chiede il PD - oltre alle sue personali doti e capacità, potrebbe essere ipotizzato un qualche "aiutino" esterno non richiesto, anzi pubblicamente sempre sdegnosamente rifiutato? Non si pone solo un problema politico, ma essenzialmente un problema morale che non può essere eluso e che contempla un arco temporale di almeno 15 anni. Certo la Storia della nostra comunità, con tutti i suoi problemi e le sue difficoltà, non merita l'onta del chiacchiericcio che si è, più o meno opportunamente, scatenato. Dignità vorrebbe che alle parole roboanti seguissero fatti concreti, da non lasciare solo, ma anche, alla responsabilità personale. La politica e le poche formazioni politiche cittadine interessate dovrebbero assumere orientamenti derimenti, decisi e decisivi".

Arriva, però, la risposta della sezione PCI di Polistena, a sostegno della maggioranza guidata da Marco Policaro, sganciando una vera e propria "bomba".

Segnalando, come "perfino l’ospedale cittadino per il quale ci siamo sempre battuti, era entrato nel mirino delle cosche che avrebbero potuto attraverso i loro canali penetrarvi con complicità e protezioni. Tutto ciò stranamente non fa notizia, come pure non fanno notizia le copiose pagine di intercettazioni che hanno messo a nudo le pressioni su imprenditori agricoli e commerciali costretti a subire intimidazioni e danneggiamenti della ndrangheta" mentre "Fa notizia invece un’intercettazione che coinvolge il compagno Sindaco Marco Policaro che viene però smentita da due circostanze. Primo, Marco non è indagato. Secondo, i componenti della cosca non hanno mai versato IMU".

"C’è però chi ha voluto continuare - scrivono i comunisti polistenesi - nella campagna di veleni che sarà respinta con fermezza, ne siamo certi, dallo stesso Sindaco nel Consiglio Comunale convocato per venerdì prossimo. Tuttavia è inaccettabile l’operazione di sciacallaggio che è stata avviata e coordinata da più soggetti con l’unico scopo di distruggere, in questo caso sì, l’immagine della città e la storia antimafia di Polistena che non si è mai fermata e che ha visto sempre i comunisti e i lavoratori alla testa. Addirittura il PD locale ha la sfacciataggine di riavvolgere il nastro a quindici anni fa ma omettendo importanti e decisive annotazioni della DDA".

"Nessuno infatti aprì bocca quando si scoprì che le elezioni comunali del 2005 vinte dal Partito Democratico furono “infiltrate dalla cosca Longo” come riportato dagli inquirenti al foglio nr 739 dell’Ordinanza del Tribunale GIP/GUP “Scacco Matto” che portò nel 2011 al fermo di diversi soggetti e che registrò subito dopo l’immediata costituzione di parte civile nel relativo processo da parte dell’Amministrazione Comunale Tripodi con Policaro vicesindaco. Fu in quel quinquennio infatti che, indipendentemente dalle parentele degli amministratori, si verificarono situazioni ambigue e discutibili con tanto di scelte amministrative sbagliate ed in quel caso sì gli “aiutini” a persone strane. Noi eravamo all’opposizione e sappiamo bene fatti e circostanze".

Il PCI cita l'ordinanza di custodia cautelare dell'operazione "Scacco Matto" nella quale, gli inquirenti, nel citare un soggetto non indagato in quel procedimento, scrivevano: "già emerso in precedente indagine da cui risultava l’infiltrazione della cosca Longo nelle elezioni comunali di Polistena del 2005".

"Dal 2010 in avanti invece, da quando cioè Michele Tripodi venne eletto Sindaco, cambiò tutto in comune e la presa di distanza dalle cosche fu netta. Le Amministrazioni che seguirono agirono con linearità, coerenza, chiarezza nella lotta alla ndrangheta attraverso atti e prese di posizione documentabili in qualunque momento. Pertanto chi ora ha la memoria corta e cerca di tornare indietro nel tempo come il Pd di Polistena giungendo persino a “rimproverare” Marco Policaro di aver lasciato un posto di lavoro per scegliere di impegnarsi in politica come per dire “Ma chi te l’ha fatta fare?” rappresenta il più pericoloso tra i messaggi di sciacallaggio e quasi un invito al disimpegno dei giovani che non avrebbero l’autonomia - secondo il PD - di compiere scelte anche coraggiose come quelle fatte in passato da Marco Policaro. Ci vuole molto più coraggio a prendere le distanze da certi ambienti vivendo nel sacrificio che lanciare “palate di fango” su una persona per bene, ben sapendo che lo sia. E ciò è ancora più grave".

"Il Sindaco Marco Policaro – ribadiamo - è una persona onesta, lo è sempre stato, e non merita questo tritacarne a cui è stato ingiustamente sottoposto. Siamo vicini a Marco in questo momento terribile che suo malgrado sta attraversando, siamo certi che con la sua umiltà e intelligenza saprà al prossimo Consiglio Comunale dare a tutti le giuste risposte che i cittadini, quelli in buona fede e non gli sciacalli, attendono".

MARTEDI' 26 GENNAIO 2021