UpP: «Perché rendere pubblici atti ufficio tributi?» ma la maggioranza replica: «Difendono privacy della 'ndrangheta»


La vicenda dell'intercettazione - finita dentro l'ordinanza di custodia cautelare dell'operazione "Faust" -che vede citato il sindaco Policaro, da mera vicenda di cronaca si sposta, ora, sul piano dello scontro politico. Uno scontro tra i due gruppi consiliari di Polistena a suon di comunicati stampa, manifesti e post Facebook.

Dopo la forte difesa da parte della maggioranza di Difendiamo Polistena nei confronti di Policaro - che si è detta sicura circa il fatto che il sindaco saprà "valutare con senso di responsabilità la situazione e compiere le scelte più giuste nell’interesse di tutta la comunità onesta di Polistena" - è intervenuta, nella serata di ieri, l'opposizione di Uniti per Polistena guidata da Antonio Versavia, sostenendo che DP "nel tentativo di mettere una toppa all’evidente buco creatosi, ha in realtà suscitato maggiori dubbi e perplessità". 

La questione posta dall'opposizione è la scelta di pubblicare - per dimostrare l'estraneità di Policaro - sui manifesti affissi in città e sui social "atti dell’ufficio tributi relativi a contribuenti del Comune di Polistena". Il riferimento, ovviamente, alla famiglia di Domenico Longo (agli arresti domiciliari dopo l'operazione Faust) e i suoi stretti congiunti, i cui dati tributari sono stati divulgati nella nota della minoranza.

"Atti simili - sostiene l'opposizione - erano stati chiesti dal nostro gruppo consiliare e ci sono stati negati con riscontro scritto da parte dei responsabili degli Uffici comunali che hanno invocato i limiti stabiliti dalla legge sulla privacy. Non comprendiamo, quindi, con quale diversa motivazione, invece, tali documenti siano stati consegnati ai consiglieri di maggioranza. Non è condivisibile pubblicare sui manifesti documenti in palese violazione del diritto alla privacy dei contribuenti e presumibilmente acquisiti indebitamente". Per Uniti per Polistena, in sostanza, il diritto alla privacy deve essere garantito a tutti, chiedendo agli uffici comunali pari trattamenti tra i due gruppi consiliari.

"Ma effettivamente - si chiede retoricamente UpP -  si pensa che il problema sia quello di verificare se i soggetti coinvolti nelle indagini penali abbiano effettivamente pagato i tributi comunali o meno? Se fosse così, quando nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali si parla di portare un fiore ai soggetti ritenuti mafiosi, si pensa davvero che agli stessi si portasse una rosa o un tulipano?".

"La presa di posizione del Gruppo Consiliare di maggioranza rappresenta un’offesa all’intelligenza dei Polistenesi che evidentemente godono di scarsa considerazione da parte di chi ci amministra. Le responsabilità penali dovranno essere accertate dall’Autorità Giudiziaria e non dagli amministratori comunali che hanno, invece, l’obbligo di fugare ogni dubbio in ordine alla trasparenza dell’attività amministrativa".

"Avremmo gradito che il Sindaco personalmente, e non per interposta persona, spiegasse alla città quanto sarebbe successo e chiarisse ogni possibile dubbio in ordine ad un suo coinvolgimento. Vorremmo capire come il Sindaco, nonostante gli strettissimi legami familiari con soggetti coinvolti nell’operazione Faust, abbia evitato influenze, anche indirette, nell’azione amministrativa. Confidiamo e ci auguriamo sinceramente che tale questione possa essere definitivamente chiarita e che Polistena possa continuare ad essere considerata quale esempio di legalità: riconoscimento questo ottenuto solo grazie alla popolazione polistenese che si è sempre distinta sotto questo profilo ed in ordine al quale nessuno può attribuirsi meriti esclusivi".

Non tarda ad arrivare, su Facebook, la controreplica di Difendiamo Polistena, parlando di "comunicato stampa a difesa della privacy della 'ndrangheta" e di "capolavoro di intelligenza politica del gruppo di opposizione Uniti per Polistena che tace sull’arresto del Sindaco di Rosarno perché vicino al proprio schieramento politico". 

DOMENICA 24 GENNAIO 2021