Scoperto graffito preistorico che svela una cosa fondamentale

Una recente scoperta ha stravolto tutto ciò che pensavamo di conoscere, succedeva già in epoca preistorica!

graffito preistorico che svela una cosa
graffito preistorico (Polistenanews.it)

La storia appassiona migliaia di persone ma andando ancora più indietro nel tempo, studiando quella che chiamiamo preistoria, sono molti di più gli enigmi irrisolto in grado di generare fascino e curiosità. Le iconiche immagini che arrivano alcune volte dal lontanissimo paleolitico sono tra le uniche testimonianze scritte dell’epoca dalle quali possiamo trarre insegnamento, e generalmente raffigurano scene di caccia in cui uomini armati di lance o frecce accerchiano animali selvatici per farne la propria cena. Un graffito recentemente scoperto ha però cambiato in parte la concezione che avevamo della società del paleolitico, sottolineando alcuni aspetti più moderni che mai.

Cambia il ruolo della donna anche nella visione del paleolitico, non era il sesso a definire un ruolo

graffito preistorico che svela una cosa
graffito preistorico la caccia (Polistenanews.it)

Nei libri di testo che abbiamo sempre seguito fin dalle scuole primarie la visione del paleolitico è sempre stata chiara e raffigurava una società in cui l’uomo e la donna ricoprivano ruolo ben precisi. Solitamente i primi si dedicavano alla caccia delle prede selvatiche mentre le seconde alla raccolta di erbe, bacche o frutti commestibili, questa concezione, tuttavia, sembra destinata ad essere smontata a seguito di una recentissima scoperta.

Una recente ricerca condotta sulle 63 società di cacciatori e raccoglitori documentate dell’epoca più remota, ha infatti evidenziato come nel 79% di esse la partecipazione attiva femminile nella caccia era la norma. A sfidare la narrativa tradizionale sono state le due ricercatrici Sarah Lacy e Cara Ocobrock con un articolo sulla prestigiosa rivista American Anthropologist, affermando che la narrativa classica avrebbe bisogno di essere rivisitata.

Seppur il ruolo della figura maschile nella caccia ha contribuito effettivamente a fornire strumenti essenziali per la nascita della civiltà, tra cui la variabilità genetica e la capacità di comunicazione, la recente indagine avrebbe evidenziato come le donne fossero parte attiva in questo processo, apportando un impatto considerevole sull’evoluzione sociale delle civiltà preistoriche.

Ciò che viene invece insegnato nelle scuole sarebbe ancora una volta il frutto di proiezioni culturali retrograde e dei pregiudizi intrinsechi della società, che ha visto sempre l’uomo al centro di tutto. Riconoscere il ruolo della donna non andrebbe dunque fatto solo in chiave moderna e futura, ma anche guardando al passato con occhi diversi.

I graffiti rivelano la verità

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graffito preistorico caccia (Polistenanews.it)

A testimonianza di quanto asserito dalle due scienziate vi sono testimonianze concrete, come il fatto che nei Neanderthal spesso sono evidenti gli tessi segni di logoramenti fisici, come traumi e fratture spesso derivate dall’uso di strumenti per la caccia. Il ruolo della donna nella caccia era semplicemente diverso, ma non per questo meno importante, le donne della società Ainu, ad esempio, cacciavano con i cani, spingendo le prede verso gli uomini ma all’occorrenza attaccandole anche direttamente.

Inoltre, nelle società in cui è stata più evidente l’impronta della donna anche durante la caccia, è stato possibile evidenziare un progresso maggiore, dovuto probabilmente al fatto che le battute di caccia che coinvolgevano anche le donne fossero più prolifiche. A seguito di tali evidenze, dunque, sarà necessario riscrivere la storia, o comunque parte di ciò che comunemente leggiamo nei libri di testo, in favore di una visione più veritiera che vede la parità dei sessi promossa da prima di quel che potevamo immaginare.

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